Il portale  WEB  nasce per dare voce a tutti i cittadini  che intendono civilmente combattere le disfunzioni poste in essere da chi , senza scrupoli ,

si pregia  ostacolare il progresso civile , economico e culturale del nostro comune. 

   E' ora di assumerci le nostre responsabilità e smettere di riporre le proprie speranze nei leader " saggi , potenti e competenti " : dobbiamo decidere e agire per noi stessi.

  Nell'area <Segnalazioni dei cittadini> potrai inviare ogni utile notizia necessaria per il nostro vivere sereno.

                                                                                       Il promotore del sito        

                                                                                        <         eliano        >

                                                                                      

PER LE BATTAGLIE SOCIALI PROMOSSE DAL COMITATO DIFESA CONSUMATORI , E' RICHIESTA LA TUA ISCRIZIONE NEL LIBRO SOCI . 

 

DIFENDI I TUOI DIRITTI !

 

____________________________

POSTA ELETTRONICA CERTIFICATAcomitatodifesaconsumatori@associazione-pec.it

Estratto Gazzetta Ufficiale Concorsi

Il Comitato Difesa Consumatori ha attivato un servizio di trasporto sociale dedicato a persone che necessitano di essere accompagnate a visite specialistiche , a terapie e analisi cliniche. 

 

Per conoscere in che cosa consiste il Servizio di Trasporto  ,

TELEFONI AI SEGUENTI NUMERI   :

         

                       3400571168  /  3466205643                        

  

Il servizio è esclusivamente riservato

 

 per i propri associati ! ! !

  

Conoscerà i responsabili ed entrerà in contatto con altri Soci del Comitato, che l’affiancheranno per mostrarle come si svolge la nostra attività .

DIRETTA CAMERA DEI DEPUTATI

    SIAMO GLI UNICI AD AVERE UN CARTELLO INOSPITALE  

VIA SANT'ANTONIO
VIA SANT'ANTONIO

Siamo in località Sant’ Antonio e il cartello indica che stiamo entrando nel centro abitato di Buonabitacolo . E’ un cartello privo della dizione “BENVENUTI A BUONABITACOLO” . E’ un cartello “FREDDO” , privo di “gentilezza ed ospitalità” .In altri comuni del Vallo di Diano ciò non succede . Il ComitatoDifesa Consumatori di Buonabitacolo invita l’Amministrazione comunale a sostituire gli attuali cartelli “privi di cortesia e sensibilità“ con dei cartelli idonei ad accogliere chiunque decida di soggiornare nel nostro paese .

         ECCO COME LA PISCINA STA CADENDO A PEZZI .       

              PISCINA COMUNALE DI BUONABITACOLO : FOTO DEL 10 GENNAIO 2015


               BUONABITACOLO  : FUORI DAL PARCO CILENTO-VALLO DI DIANO      

Dopo la petizione popolare contro il pagamento dell’Imu sui terreni agricoli montani che ha avuto l’esito sperato, il Comitato cittadino ‘DIFESA CONSUMATORI’ riparte all’attacco.

A finire sul banco degli imputati questa volta è il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

L’Ente, istituito nel 1991 che circoscrive un’area protetta di 181.048 ettari sulla terra ferma, e 9000 in mare, si è prefisso lo scopo di sviluppare il territorio, salvaguardando l’ambiente, la flora, la fauna e, soprattutto creare uno sbocco occupazionale e di sviluppo in quelle aree che da sempre hanno convissuto con una crisi di identità dettata dalle istituzioni.

In venti anni di gestione, tutto ciò non è avvenuto anzi, entrando nello specifico, e scandagliando il territorio palmo dopo palmo, possiamo affermare che in alcune zone è avvenuto l’esatto contrario.

Un Parco dalla doppia faccia, se da un lato la sua azione ha portato “progresso”, ( vedi zone costiere) dall’altro come nel caso specifico del comune di Buonabitacolo, ( occupata per un ampio raggio dal Parco ) ha creato disagio ai cittadini, i quali recriminano da sempre la non utilità di questo strumento     ( così come è stato gestito ) portatore di vincoli, di distruzione ( basta guardare i tanti animali che vivono liberamente senza controllo alcuno ) e non coerente con le premesse che lo hanno visto nascere e crescere, insomma, una sorta di catena al piede per il territorio di Buonabitacolo, vincolato e disagiato .

“Basta prese in giro , sono anni che i vertici dell’Ente ci purgano con promesse e sogni mai realizzati. Il Parco così com’è ci costringe a una burocrazia asfissiante e a un tenore di vita vincolato dalle loro leggi irrazionali. Speravamo nello sviluppo del territorio e invece ci siamo ritrovati circoscritti tra le nostre mura. Invitiamo tutti i cittadini ad aderire alla nostra iniziativa e soprattutto a firmare la petizione popolare. L’unione fa la forza, uniti possiamo lottare per ripristinare quei diritti che spesso ci sono negati ”.

ECCO QUANTO PUO' GUADAGNARE IL DIRETTORE DEL PARCO

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            AMIANTO IN CONTRADA CHIARASTELLA - MONTESANO S/M           

Abbiamo rilevato che taluni cittadini incivili ignoti , continuano indisturbati a violentare costantemente le aree rurali del territorio del comune di Montesano . In località CHIARASTELLA ( Foglio di mappa n.19 di Montesano S/M ) , a circa 300 metri del  Ponte di Tempa Morecene di Buonabitacolo  , si è constatato l’abbandono di rifiuti di ogni genere, amianto compreso. Il Comitato Difesa Consumatori di Sanza , d’intesa con il Comitato di Buonabitacolo ,  hanno inoltrato alle autorità competenti un esposto ufficiale . Il Comitato Difesa Consumatori ha inoltre sensibilizzato le autorità di Polizia affinchè, una volta effettuati i dovuti accertamenti e le altre attività previste per legge , provvedano all’emanazione dei provvedimenti di competenza in merito alla rimozione, al recupero, allo smaltimento dei rifiuti e al conseguente ripristino dello status quo.

ECCO COME L'AREA VIDEO SORVEGLIATA PRODUCE I SUOI EFFETTI !

           IN PIENO GIORNO TUTTO ACCESO ! E LA NOTTE?....TUTTO SPENTO !       

Le foto fanno riferimento al sottopassagio-cavalcavia...all'uscita Caselle in Pittari nord direzione sud...sulla variante bussentina ex ss.517 .

RISPOSTA DELL'ANAS


Spett. le Comitato Difesa Consumatori

Alla c.a. F.to Antonio De Luca

Oggetto: Risposta Pratica 453890 - Segnalazione all'attenzione del responsabile sorveglianza Anas S.S. 517 Bussentina

In merito alla Sua segnalazione con numero  453890  del 24.10.2015

Le comunichiamo che è stato effettuato prontamente un sopralluogo e a presto verrà ripristinata l'illuminazione nell'orario notturno.

La ringraziamo per aver contattato il Servizio al Cliente di ANAS S.p.A.

        ANTENNE IN VIA PENNINO       

Con nota del 30.07.2013 protocollo 3286/2013 , il responsabile dell’area tecnica del comune di Buonabitacolo rese noto , mediante pubblicazione all’Albo Pretorio online , che “ con nota acquisita al protocollo 2156/2013 la Società ERICSSON spa con sede in Roma ,  inoltrò al comune di Buonabitacolo una richiesta ufficiale di autorizzazione all’istallazione di una infrastruttura di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici con potenza inferiore a 20 WATT .  L’infrastruttura consisteva di un palo di acciaio avente altezza fuori terra di metri 34 e di installazione di sei antenne e tre parabole la cui ubicazione era prevista in località Pennino di Buonabitacolo è precisamente in catasto al Foglio 11 , particella 269 .   Il COMITATO DIFESA CONSUMATORI DI BUONABITACOLO chiese al comune di Buonabitacolo che si procedesse ad un puntuale e capillare monitoraggio delle misurazioni delle emissioni di onde elettromagnetiche sull’intero territorio comunale e in particolare nell'area  di " via Pennino" prima e dopo l’eventuale rilascio della autorizzazione alla società ERICSSON spa, poiché la caratteristica dei campi magnetici, in prossimità delle sorgenti di emissione, è quella di variare al variare della frequenza, cosi come variano i meccanismi di interazione di tali campi con i tessuti biologici, con possibili conseguenze dannose per la salute di chi è esposto a detti campi . Il COMITATO DIFESA CONSUMATORI DI BUONABITACOLO ritenne che la salute dei cittadini veniva prima degli interessi economici delle società commerciali  . Il comune di Buonabitacolo si  limitò a rendere nota la notizia solo tramite l’Albo Pretorio : nessuna assemblea pubblica fu indetta e programmata tempestivamente per informare correttamente i cittadini  residenti nei pressi dell’area oggetto di richiesta di autorizzazione  .  Il Comitato Difesa Consumatori decise di informare la magistratura su quanto si prospettava in via Pennino . Chiedemmo ai cittadini di sottoscrivere l’esposto alla magistratura , ma il risultato fu deludente !

NESSUNO EBBE IL CORAGGIO DI FIRMARE !

I CITTADINI INTERPELLATI CI CHIUSERO TUTTI LA PORTA IN FACCIA ! 

ERA IL 1° AGOSTO 2013! ! !

Decidemmo , pertanto , di non inoltrare alcun esposto ! ! !

      LA PATENTE DI GUIDA È UN VERO E PROPRIO DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO      

La patente di guida è un documento di riconoscimento oppure no? In tanti ce lo siamo chiesti quando alla sua esibizione, magari in banca, ci siamo sentiti dire che non poteva essere accettato come documento identificativo.                                                                  

 

La funzione di documento di riconoscimento della patente di guida è invece confermata all’art. 35 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Dpr n. 445 del 28.12.2000), art. 35.

 

Il Dpr indica, tra l’altro, quali sono i documenti equipollenti alla carta d’identità:

 

–     il passaporto

–     la patente di guida

–     la patente nautica

–     il libretto della pensione

–     il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici

–     il porto d’armi.

 

Inoltre, la patente di guida è riconosciuta come documento valido anche per viaggiare su voli all’interno del territorio italiano.

 

           LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI          

Dal mese di luglio 2015 Nichi Vendola, a soli 57 anni e con 3 anni di anticipo, è ufficialmente un pensionato. L’ex presidente della Puglia, leader di Sinistra Ecologia Libertà può già godere del frutto di tanta attività politica: 5.618 euro lordi, quanto gli spetta per dieci anni di incarichi in Regione. Inoltre la fine della consiliatura pugliese gli ha dato diritto, oltre al vitalizio, a un assegno di 198 mila euro lordi di indennità di fine mandato.

PER I POLITICI NON ESISTE L’INCREMENTO DELL’ASPETTATIVA DI VITA !!!

 

ARTIGIANI-COMMERCIANTI- AGRICOLTORI – DIPENDENTI E LIBERI PROFESSIONISTI ,PER AVERE UNA PENSIONE DA FAME , DEVONO ATTENDERE 67 ANNI DI ETA’ ED ALMENO 20 ANNI DI CONTRIBUTI ! 

 PREMI COMUNITARI SOLO PER CHI SVOLGE ATTIVITA’ AGRICOLA

Agea, con la circolare n. 121 del 1 marzo 2016, ha ridelineato le caratteristiche che deve avere l’agricoltore in attività, figura operante nel comparto agricolo di recente introduzione, ma di fondamentale importanza in quanto l’articolo 9 del Regolamento Ue n. 1307/2013 stabilisce che

 

“Non sono concessi pagamenti diretti a persone fisiche o giuridiche, o ad associazioni di persone fisiche o giuridiche, le cui superfici agricole sono principalmente superfici mantenute naturalmente in uno stato idoneo al pascolo o alla coltivazione e che non svolgono su tali superfici l'attività minima definita dagli Stati membri a norma dell'articolo 4, paragrafo 2, lettera b).”.

 

In altri termini, per poter fruire dei pagamenti diretti e quindi dei contributi comunitari contenuti nella Pac (2014-2020) è necessario essere un agricoltore in attività.

 

A tal fine, si considerano tali le persone fisiche o giuridiche che ai sensi dell’articolo 3, comma 2, DM 6513/2014, al momento della presentazione della domanda di aiuto, dimostrano di possedere alternativamente uno dei seguenti requisiti:

 

•   iscrizione all’Inps come coltivatori diretti, Iap, coloni o mezzadri;

possesso della partita Iva attiva in campo agricolo e, a partire dal 2016, con dichiarazione annuale Iva relativa all’anno precedente la presentazione della domanda.

 

 

IMPIANTI SPORTIVI : VIETATO ABBANDONARE I RIFIUTI !    

IL MISURATORE D’ACQUA DEGLI IMPIANTI SPORTIVI

E’ PRIVO DI SPORTELLO DI CHIUSURA !

      VILLA COMUNALE S. BIAGIO : SENZA PAROLE ! ! !   

foto del 05 luglio 2016

LOTTA ALLA POVERTÀ, FINO A 400 EURO AL MESE 

Dal 2 settembre 2016 si aprono i termini per la presentazione della domanda di accesso al Sia, il sostegno all'inclusione attiva, che a determinate condizioni e in presenza di un impegno a seguire progetti sociali e lavorativi personalizzati, eroga un 'assegno' medio di 320 euro al mese, tetto massimo 400 euro, a nucleo familiare per un anno.

Un tassello, questo, "una misura ponte" anti-povertà, come spiegato dal ministro del Lavoro,Giuliano Poletti, nel corso di una conferenza stampa, che permette di avviare da subito un intervento nazionale in attesa che si completi l'iter parlamentare e attuativo della legge delega di contrasto alla povertà, licenziata dalla Camera, con cui il governo disegna "una lotta permanente e strutturale".

La Sia parte quest'anno con un budget di 750 milioni di euro ma l'obiettivo, spiega ancora Poletti, è ambizioso: raddoppiare la cifra nel 2017 e portare dal 40% del 2016 al 100% la tutela dei minori in condizione di povertà assoluta (oggi circa 1 milione).

A beneficiare del sostegno saranno le famiglie con almeno un minore o un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza con un Isee di 3mila euro. Il punteggio che dà l'accesso all'assegno ovviamente cresce con l'aumentare dei figli o se il nucleo è monogenitoriale. Tra le altre condizioni anche quelle di risiedere in Italia da almeno 2 anni, di non avere lavoro o altri redditi che superino i 600 euro al mese, di non possedere un auto nuova.

Ma prioritariamente, e sta qui l'innovazione del governo, chi riceve il sostegno dovrà obbligatoriamente seguire un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa che viene costruito insieme al nucleo familiare per migliorare le competenze e potenziare l'occupabilità dei soggetti coinvolti.

Una sorta di 'patto' tra servi e famiglie che implica una "reciproca assunzione di responsabilità e impegni". Senza questo impegno o a fronte di una ripetuta violazione del patto o di comportamenti inconciliabili con gli obiettivi, i Comuni possono stabilire la revoca o l'esclusione dal beneficio.

Campania: trasporto pubblico gratis per gli studenti

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   MOROSITA’ BOLLETTE DELL’ACQUA    

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del presidente del consiglio dei ministri   che attua le nuove misure di contrasto alla morosità delle bollette dell’acqua: tra le novità, la previsione dell’immediata interruzione della fornitura dell’acqua a chi non paga la bolletta, ma la possibilità di pagare a rate il debito per tornare a usufruire dell’utenza. Inoltre viene garantito un servizio minimo gratuito di 50 litri di acqua al giorno a chi versa in condizioni di disagio economico , nei confronti dei quali non potrà mai avvenire il distacco dell’utenza. Utenza che non potrà essere distaccata neanche nei confronti di chi svolge attività di servizio pubblico.

A tutti gli utenti domestici residenti è garantito l’accesso al quantitativo minino vitale tariffa agevolata.

Le nuove regole prevedono il distacco dell’utenza dell’acqua nelle seguenti ipotesi:

1.    per le utenze domestiche residenti morose (salvo per chi versi in condizioni di disagio economico) soltanto successivamente al mancato pagamento di fatture che complessivamente siano superiori a un importo pari al corrispettivo annuo dovuto relativo al volume della fascia agevolata, come determinata dall’AEEGSI;

2.    per tutte le utenze morose, solo successivamente alla regolare messa in mora degli utenti da parte del gestore e all’escussione del deposito cauzionale, ove versato, nei casi in cui lo stesso non consenta la copertura integrale del debito.

 

In parole povere, il moroso che non rientrerà nelle condizioni individuate dall’Authority, si vedrà staccata l’acqua.

2.  

Conto corrente: limiti per versamenti e prelievi

Prelievi e versamenti sul conto corrente con soglie limite per gliimprenditori: a stabilire la modifica, tramite decreto fiscale, è stato il Governo che con questo provvedimento ha deciso di far scattare il campanello d'allarme su movimenti non in linea con il reddito dichiarato. In caso di importi incongruenti sarà il fisco a far scattare le indagini, chiedendo al correntista di dimostrare tramite documentazione la provenienza dei redditi.

Prelievi sul conto corrente: come funzionano per gli imprenditori

Secondo quanto stabilito dal decreto legge, il nuovo tetto imposto per i prelievi è pari a 1000 euro giornalieri, con un limite massimo di 5000 al mese; al di sotto della soglia, invece, restano liberi e non rientrano tra quelli che possono essere alla base di un accertamento fiscale. Tale provvedimento va a sommarsi a quello entrato in vigore il 1 gennaio 2016, data a partire dalla quale è stato imposto il limite massimo di utilizzo di soldi contanti a 3000 euro; limite che, comunque, non è applicabile ai versamenti effettuati dai clienti verso la banca.

Per ovviare al problema, ovvero avere a disposizione nel tempo un tracciamento dell'operazione da poter mostrare al fisco in caso di richiesta di giustificazione del movimento, è quella del bonifico: infatti, dichiarando fin dal principio il beneficiario e la natura del successivo accredito è possibile giustificare la somma di denaro in maniera chiara e semplice.

Sebbene in principio fossero coinvolti anche dipendenti professionisti, in seguito alla dichiarazione di illegittimità da parte della Corte Costituzionale tali categorie rimangono escluse dal provvedimento.

Versamenti sul conto corrente: tutte le modalità

Come per i prelievi, anche per i versamenti da cliente a banca non prevedono limiti; nonostante ciò, a seguito di un versamento consistente l'Agenzia delle Entrate potrebbe richiedere un resoconto del movimento in caso di somme superiori ai 3000 euro, effettuando verifiche bancarie sui conti correnti al fine di tracciare la provenienza del denaro alla ricerca di eventuali violazioni relative all'evasione fiscale con conseguenti sanzioni pecuniarie.

 

A differenza dei prelievi da conti corrente e a causa dell'assenza di linee guida specifiche, le norme per i versamenti possono essere applicate atutte le tipologie di contribuenti indipendentemente dal lavoro svolto. A rientrare nel provvedimento, dunque, sono imprenditori, lavoratori dipendenti e professionisti seppure con le dovute specifiche; infatti, la Cassazione ha stabilito con quattro sentenze che tale norma non troverebbe applicazione per quanto riguarda i professionisti che, in questo caso, potrebbero essere liberi da controlli esclusivamente in caso di versamenti.

SITO AGGIORNATO ALLA DATA DEL 05 GENNAIO 2017

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