Il portale  WEB  nasce per dare voce a tutti i cittadini  che intendono civilmente combattere le disfunzioni poste in essere da chi , senza scrupoli ,

si pregia  ostacolare il progresso civile , economico e culturale del nostro comune. 

   E' ora di assumerci le nostre responsabilità e smettere di riporre le proprie speranze nei leader " saggi , potenti e competenti " : dobbiamo decidere e agire per noi stessi.

  Nell'area <Segnalazioni dei cittadini> potrai inviare ogni utile notizia necessaria per il nostro vivere sereno.

                                                                                       Il promotore del sito        

                                                                                        <         eliano        >

                                                                                      

PER LE BATTAGLIE SOCIALI PROMOSSE DAL COMITATO DIFESA CONSUMATORI , E' RICHIESTA LA TUA ISCRIZIONE NEL LIBRO SOCI . 

 

DIFENDI I TUOI DIRITTI !

 

____________________________

POSTA ELETTRONICA CERTIFICATAcomitatodifesaconsumatori@associazione-pec.it

Estratto Gazzetta Ufficiale Concorsi

Il Comitato Difesa Consumatori ha attivato un servizio di trasporto sociale dedicato a persone che necessitano di essere accompagnate a visite specialistiche , a terapie e analisi cliniche. 

 

Per conoscere in che cosa consiste il Servizio di Trasporto  ,

TELEFONI AI SEGUENTI NUMERI   :

         

                       3400571168  /  3466205643                        

  

Il servizio è esclusivamente riservato

 

 per i propri associati ! ! !

  

Conoscerà i responsabili ed entrerà in contatto con altri Soci del Comitato, che l’affiancheranno per mostrarle come si svolge la nostra attività .

    SIAMO GLI UNICI AD AVERE UN CARTELLO INOSPITALE  

VIA SANT'ANTONIO
VIA SANT'ANTONIO

Siamo in località Sant’ Antonio e il cartello indica che stiamo entrando nel centro abitato di Buonabitacolo . E’ un cartello privo della dizione “BENVENUTI A BUONABITACOLO” . E’ un cartello “FREDDO” , privo di “gentilezza ed ospitalità” .In altri comuni del Vallo di Diano ciò non succede . Il ComitatoDifesa Consumatori di Buonabitacolo invita l’Amministrazione comunale a sostituire gli attuali cartelli “privi di cortesia e sensibilità“ con dei cartelli idonei ad accogliere chiunque decida di soggiornare nel nostro paese .

         ECCO COME LA PISCINA STA CADENDO A PEZZI .       

              PISCINA COMUNALE DI BUONABITACOLO : FOTO DEL 10 GENNAIO 2015


               BUONABITACOLO  : FUORI DAL PARCO CILENTO-VALLO DI DIANO      

Dopo la petizione popolare contro il pagamento dell’Imu sui terreni agricoli montani che ha avuto l’esito sperato, il Comitato cittadino ‘DIFESA CONSUMATORI’ riparte all’attacco.

A finire sul banco degli imputati questa volta è il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.

L’Ente, istituito nel 1991 che circoscrive un’area protetta di 181.048 ettari sulla terra ferma, e 9000 in mare, si è prefisso lo scopo di sviluppare il territorio, salvaguardando l’ambiente, la flora, la fauna e, soprattutto creare uno sbocco occupazionale e di sviluppo in quelle aree che da sempre hanno convissuto con una crisi di identità dettata dalle istituzioni.

In venti anni di gestione, tutto ciò non è avvenuto anzi, entrando nello specifico, e scandagliando il territorio palmo dopo palmo, possiamo affermare che in alcune zone è avvenuto l’esatto contrario.

Un Parco dalla doppia faccia, se da un lato la sua azione ha portato “progresso”, ( vedi zone costiere) dall’altro come nel caso specifico del comune di Buonabitacolo, ( occupata per un ampio raggio dal Parco ) ha creato disagio ai cittadini, i quali recriminano da sempre la non utilità di questo strumento     ( così come è stato gestito ) portatore di vincoli, di distruzione ( basta guardare i tanti animali che vivono liberamente senza controllo alcuno ) e non coerente con le premesse che lo hanno visto nascere e crescere, insomma, una sorta di catena al piede per il territorio di Buonabitacolo, vincolato e disagiato .

“Basta prese in giro , sono anni che i vertici dell’Ente ci purgano con promesse e sogni mai realizzati. Il Parco così com’è ci costringe a una burocrazia asfissiante e a un tenore di vita vincolato dalle loro leggi irrazionali. Speravamo nello sviluppo del territorio e invece ci siamo ritrovati circoscritti tra le nostre mura. Invitiamo tutti i cittadini ad aderire alla nostra iniziativa e soprattutto a firmare la petizione popolare. L’unione fa la forza, uniti possiamo lottare per ripristinare quei diritti che spesso ci sono negati ”.

ECCO QUANTO PUO' GUADAGNARE IL DIRETTORE DEL PARCO

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     RIMOSSO L'INUTILE PALO ENEL VILLA S. BIAGIO    

                          PRIMA                                                    DOPO

- Come richiesto dal Comitato Difesa Consumantori, il palo di cemento ENEL
sulla villa di San Biagio è stato rimosso. 
In allegato le immagini. Grazie per la collaborazione. Saluti
Elia Rinaldi - il Sindaco


IL COMITATO DIFESA CONSUMATORI RINGRAZIA IL SINDACO E L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BUONABITACOLO PER L'ALTO SENSO CIVICO DIMOSTRATO NELL'ACCOGLIMENTO DELLA NOSTRA SEGNALAZIONE.

   RESA FUNZIONALE LA FONTANA VILLA S. BIAGIO 

                  PRIMA                                                DOPO

- Come richiesto dal Comitato Difesa Consumantori, la fontana collocata sulla villa di San Biagio è stata resa funzionate, attraverso la sostituzione del rubinetto e la pulizia della vaschetta di deflusso
dell’acqua. In allegato le immagini. Grazie per la collaborazione.
Saluti
Elia Rinaldi - il Sindaco

IL COMITATO DIFESA CONSUMATORI RINGRAZIA IL SINDACO E L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI BUONABITACOLO PER L'ALTO SENSO CIVICO DIMOSTRATO NELL'ACCOGLIMENTO DELLA NOSTRA SEGNALAZIONE.

            AMIANTO IN CONTRADA CHIARASTELLA - MONTESANO S/M           

Abbiamo rilevato che taluni cittadini incivili ignoti , continuano indisturbati a violentare costantemente le aree rurali del territorio del comune di Montesano . In località CHIARASTELLA ( Foglio di mappa n.19 di Montesano S/M ) , a circa 300 metri del  Ponte di Tempa Morecene di Buonabitacolo  , si è constatato l’abbandono di rifiuti di ogni genere, amianto compreso. Il Comitato Difesa Consumatori di Sanza , d’intesa con il Comitato di Buonabitacolo ,  hanno inoltrato alle autorità competenti un esposto ufficiale . Il Comitato Difesa Consumatori ha inoltre sensibilizzato le autorità di Polizia affinchè, una volta effettuati i dovuti accertamenti e le altre attività previste per legge , provvedano all’emanazione dei provvedimenti di competenza in merito alla rimozione, al recupero, allo smaltimento dei rifiuti e al conseguente ripristino dello status quo.

ECCO COME L'AREA VIDEO SORVEGLIATA PRODUCE I SUOI EFFETTI !

           IN PIENO GIORNO TUTTO ACCESO ! E LA NOTTE?....TUTTO SPENTO !       

Le foto fanno riferimento al sottopassagio-cavalcavia...all'uscita Caselle in Pittari nord direzione sud...sulla variante bussentina ex ss.517 .

RISPOSTA DELL'ANAS


Spett. le Comitato Difesa Consumatori

Alla c.a. F.to Antonio De Luca

Oggetto: Risposta Pratica 453890 - Segnalazione all'attenzione del responsabile sorveglianza Anas S.S. 517 Bussentina

In merito alla Sua segnalazione con numero  453890  del 24.10.2015

Le comunichiamo che è stato effettuato prontamente un sopralluogo e a presto verrà ripristinata l'illuminazione nell'orario notturno.

La ringraziamo per aver contattato il Servizio al Cliente di ANAS S.p.A.

     ORDINANZA N.22 DEL 15.09.2015 : CHIUSURA AL TRAFFICO     

   Assicurazione, via il tagliando dal parabrezza !   

L’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni fornisce ulteriori notizie e chiarimenti in materia di dematerializzazione del contrassegno di assicurazione, il cui obbligo di esposizione sui veicoli a motore è cessato dal 18 ottobre.L’IVASS ricorda che resta fermo l’obbligo, previsto dall’articolo 180 del Codice della strada, di tenere a bordo del veicolo il certificato di assicurazione, vale a dire il documento che attesta la regolarità della copertura.L’Istituto informa che, in caso di controlli delle autorità pubbliche, gli automobilisti possono dimostrare di avere ottemperato all’obbligo di assicurazione esibendo l’attestazione dell'avvenuta stipula del contratto e del pagamento del relativo premio, che prevale in ogni caso rispetto a quanto accertato o contestato a seguito di consultazione della banca dati delle coperture r.c. auto (si veda art. 31, comma 2bis, del decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, coordinato con la legge di conversione 24 marzo 2012, n. 27, recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”).La suddetta banca dati, contenente le informazioni sulla copertura assicurativa dei veicoli, è istituita presso la Direzione generale per la Motorizzazione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed è alimentata dalle compagnie di assicurazione.Sul portale dell’automobilista (all’indirizzo www.ilportaledellautomobilista.it) è possibile verificare la presenza di copertura assicurativa sul veicolo. Nel caso in cui il consumatore che ha regolarmente corrisposto il premio verifichi dalla consultazione del portale che il proprio veicolo non risulta assicurato potrà tempestivamente segnalare la circostanza alla propria compagnia assicurativa ed, eventualmente, presentare reclamo all’IVASS.Inoltre, in caso di sinistro, informazioni di dettaglio sulla copertura assicurativa della controparte potranno essere richieste al Centro di Informazione Italiano istituito presso la CONSAP.L’IVASS ha da tempo avviato un’opera di sensibilizzazione e di verifica, presso le imprese di assicurazione, della corretta alimentazione delle banche dati previste dalla legge in materia di r.c. auto, compresa la banca dati in argomento.L’obiettivo della dematerializzazione del contrassegno è principalmente quello di contrastare il fenomeno dell’evasione dell’obbligo assicurativo, anche al fine di promuovere significative riduzioni dei premi di assicurazione.La dematerializzazione del contrassegno segue quella dell’attestato di rischio, già realizzata dall’IVASS nel quadro delle iniziative tese al contrasto delle frodi assicurative e alla semplificazione degli adempimenti a carico dei consumatori e delle imprese per un recupero di efficienza del settore (si veda Regolamento IVASS n. 9 del 19 maggio 2015 all’indirizzo www.ivass.it).

  LA “TARI” SI PAGA ANCHE CON IL MODELLO  <F24> ! 

L’Ufficio Tributi del Comune di Buonabitacolo anche quest’anno ha inviato ai contribuenti di BUONABITACOLO la “TARI” (tassa sui rifiuti ) allegando all’avviso di pagamento n. 2 bollettini postali . Il versamento della TARI e della tariffa di natura corrispettiva di cui ai commi 667 e 668 ( LEGGE 147/2013 ) è effettuato secondo le disposizioni di cui all'articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 1997, ovvero tramite bollettino di conto corrente postale o tramite le altre modalità di pagamento offerte dai servizi elettronici di incasso e di pagamento interbancari e postali. OVVERO , la TARI si può pagare anche con il modello F24 ! TALE MODELLO E’ ESENTE DA OGNI COMMISSIONE POSTALE O BANCARIA A CARICO DEL CONTRIBUENTE.. I PENSIONATI , I LAVORATORI DIPENDENTI ED AUTONOMI DI BUONABITACOLO, INOLTRE ,  POTRANNO COSI’ COMPENSARE GLI IMPORTI A CREDITO DI PROPRIA SPETTANZA CON DEBITI INERENTI A TRIBUTI INDICATI NELLO STESSO MODELLO F24 , SENZA DOVER SBORSARE ULTERIORI SOMME DI DANARO DI TASCA PROPRIA . L’ART. 31 , comma 2 , del REGOLAMENTO TARI approvato con delibera del Consiglio Comunale n.19 del 09.09.2014 cita : Il tributo comunale per l’anno di riferimento è versato al Comune mediante bollettino di conto corrente postale, ovvero tramite modello di pagamento unificato di cui all’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n° 241.” L’avviso di pagamento della TARI inviato dall’Ufficio Tributi del comune di Buonabitacolo non riporta alcun riferimento circa il pagamento della TARI con il modello F24 ! Il Comitato Difesa Consumatori invita i contribuenti di Buonabitacolo a contattare i propri consulenti per i corretti adempimenti di versamento alternativi della TARI . 

        ANTENNE IN VIA PENNINO       

Con nota del 30.07.2013 protocollo 3286/2013 , il responsabile dell’area tecnica del comune di Buonabitacolo rese noto , mediante pubblicazione all’Albo Pretorio online , che “ con nota acquisita al protocollo 2156/2013 la Società ERICSSON spa con sede in Roma ,  inoltrò al comune di Buonabitacolo una richiesta ufficiale di autorizzazione all’istallazione di una infrastruttura di comunicazione elettronica per impianti radioelettrici con potenza inferiore a 20 WATT .  L’infrastruttura consisteva di un palo di acciaio avente altezza fuori terra di metri 34 e di installazione di sei antenne e tre parabole la cui ubicazione era prevista in località Pennino di Buonabitacolo è precisamente in catasto al Foglio 11 , particella 269 .   Il COMITATO DIFESA CONSUMATORI DI BUONABITACOLO chiese al comune di Buonabitacolo che si procedesse ad un puntuale e capillare monitoraggio delle misurazioni delle emissioni di onde elettromagnetiche sull’intero territorio comunale e in particolare nell'area  di " via Pennino" prima e dopo l’eventuale rilascio della autorizzazione alla società ERICSSON spa, poiché la caratteristica dei campi magnetici, in prossimità delle sorgenti di emissione, è quella di variare al variare della frequenza, cosi come variano i meccanismi di interazione di tali campi con i tessuti biologici, con possibili conseguenze dannose per la salute di chi è esposto a detti campi . Il COMITATO DIFESA CONSUMATORI DI BUONABITACOLO ritenne che la salute dei cittadini veniva prima degli interessi economici delle società commerciali  . Il comune di Buonabitacolo si  limitò a rendere nota la notizia solo tramite l’Albo Pretorio : nessuna assemblea pubblica fu indetta e programmata tempestivamente per informare correttamente i cittadini  residenti nei pressi dell’area oggetto di richiesta di autorizzazione  .  Il Comitato Difesa Consumatori decise di informare la magistratura su quanto si prospettava in via Pennino . Chiedemmo ai cittadini di sottoscrivere l’esposto alla magistratura , ma il risultato fu deludente !

NESSUNO EBBE IL CORAGGIO DI FIRMARE !

I CITTADINI INTERPELLATI CI CHIUSERO TUTTI LA PORTA IN FACCIA ! 

ERA IL 1° AGOSTO 2013! ! !

Decidemmo , pertanto , di non inoltrare alcun esposto ! ! !

      LA PATENTE DI GUIDA È UN VERO E PROPRIO DOCUMENTO DI RICONOSCIMENTO      

La patente di guida è un documento di riconoscimento oppure no? In tanti ce lo siamo chiesti quando alla sua esibizione, magari in banca, ci siamo sentiti dire che non poteva essere accettato come documento identificativo.                                                                  

 

La funzione di documento di riconoscimento della patente di guida è invece confermata all’art. 35 del Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa (Dpr n. 445 del 28.12.2000), art. 35.

 

Il Dpr indica, tra l’altro, quali sono i documenti equipollenti alla carta d’identità:

 

–     il passaporto

–     la patente di guida

–     la patente nautica

–     il libretto della pensione

–     il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici

–     il porto d’armi.

 

Inoltre, la patente di guida è riconosciuta come documento valido anche per viaggiare su voli all’interno del territorio italiano.

 

           LA LEGGE NON E’ UGUALE PER TUTTI          

Dal mese di luglio di quest’anno Nichi Vendola, a soli 57 anni e con 3 anni di anticipo, è ufficialmente un pensionato. L’ex presidente della Puglia, leader di Sinistra Ecologia Libertà può già godere del frutto di tanta attività politica: 5.618 euro lordi, quanto gli spetta per dieci anni di incarichi in Regione. Inoltre la fine della consiliatura pugliese gli ha dato diritto, oltre al vitalizio, a un assegno di 198 mila euro lordi di indennità di fine mandato.

PER I POLITICI NON ESISTE L’INCREMENTO DELL’ASPETTATIVA DI VITA !!!

 

ARTIGIANI-COMMERCIANTI- AGRICOLTORI – DIPENDENTI E LIBERI PROFESSIONISTI ,PER AVERE UNA PENSIONE DA FAME , DEVONO ATTENDERE 67 ANNI DI ETA’ ED ALMENO 20 ANNI DI CONTRIBUTI ! 

Carta d'identità elettronica

La Conferenza Stato-città ed autonomie locali ha espresso parere favorevole sullo Schema di decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ed il Ministro dell'economia e delle finanze, recante "Modalità tecniche di emissione della carta di identità elettronica". 

Nel comunicato diramato dalla Conferenza Stato-città ed autonomie locali si precisa che il "decreto definisce le caratteristiche tecniche, le modalità di produzione, di emissione, di rilascio della carta di identità elettronica (CIE) come previsto dall'articolo 10, comma 3 del decreto legge n. 78 del 2015, che ha abrogato le disposizioni che istituivano il Documento digitale unificato (la CIE unificata alla tessera sanitaria).

L'emissione della CIE è riservata al Ministero dell'interno. I Comuni, che già emettono la CIE, avviano il processo di rilascio della CIE secondo le regole tecniche e di sicurezza del decreto, nei tempi e con le modalità stabilite dalla Commissione interministeriale permanente della CIE, appositamente istituita presso il Ministero dell'interno e composta, tra gli altri, da un rappresentante dei Comuni. Nei restanti Comuni, il rilascio della CIE d awiato secondo il piano definito dal Ministero dell'Interno, sentita la predetta Commissione.

Il Ministero dell'Interno assicura ai Comuni il supporto necessario mettendo a disposizione l'infrastruttura informatica ubicata presso il proprio Centro Nazionale dei Servizi Demografici. L'ANCI ha chiesto di valutare la possibilità che i cittadini possano anche ritirare direttamente presso gli uffici comunali le carte d'identità elettroniche, come alternativa al già previsto recapito a mezzo posta presso l'indirizzo di residenza degli interessati".

         TUTTE LE ASSOCIAZIONI SARANNO CONTROLLATE          

Solo da pochissimo tempo il fenomeno delle organizzazioni no profit “mascherate” si annovera tra le varie tipologie di evasione. Nonostante si tratti di un fenomeno di recentissima nascita risulta essere in fortissima espansione. È un fenomeno che forse è solo sotto gli occhi degli over 30 ovvero i maggiori frequentatori di locali notturni (ma si parla anche di palestre, associazioni sportive e ristoranti).

Non di rado capita ormai che per entrare in un locale occorra “associarsi” ovvero venga rilasciata una tessera (sotto pagamento di un’esigua cifra) con la quale si è “soci” del locale. La particolarità è che si tratti alla fin fine di un locale come tutti gli altri, senza, ad esempio “nessun privilegio” per chi è socio e non esiste alcun vincolo per essere associati o meno.

La realtà è che ormai sempre più locali ricorrono alla forma di “associazione no-profit” che gode di un regime fiscale agevolato ma  in realtà si tratti di un locale “normale” senza alcuna particolarità i cui prezzi sono identici a quelli di mercato praticati dagli altri esercenti. Secondo l’Istat esistono 235.000 unità di privato sociale (dati 2011 ndA), ma tra di esse si calcola si annidino delle vere e proprie attività imprenditoriali.

Da qualche mese Agenzia delle Entrate e Guardia di Finanza stanno cercando di analizzare il fenomeno ed i risultati fin qui pervenuti risultano essere sorprendenti. Ad esempio, su un campione di 62 società dilettantistiche sportive controllate dalla Guardia di Finanza con il “progetto Ercole” solo 5 sono risultate in regola: il 92% ha commesso qualche illecito. Sette di loro, il 15% , sono da considerare “evasori totali”.

Il dato balza agli occhi. È sicuramente sbalorditivo, ne sono state controllate soltanto 62 e se si allargasse il campione estendendo l’indagine sull’intero territorio nazionale? Quanti “evasori totali” potrebbero essere trovati! I controlli fin qui effettuati riguardano 200 società e i primi 35 accertamenti (per la maggior parte ristoranti, bar e palestre) hanno portato alla luce una un’evasione che oscilla fra i 50mila e i 70mila euro, con punte di 100mila.

Facendo una media tra loro, che dichiarano tutte le entrate, e i furbetti, si può ipotizzare che, in media, ogni ente sottragga al fisco tra i 5 e i 10mila euro. Moltiplicandoli per i duecentomila enti no-profit italiani si può avere un ordine di grandezza delle dimensioni del “nero” prodotto dal privato sociale. La cifra che si può ipotizzare, forse per difetto, è di 1-2 miliardi di euro, pari al 5-10% delle risorse mosse dall’economia sociale secondo il rapporto Cnel-Istat del 2008 ovvero 23 miliardi di euro.

Gli enti no-profit mascherati dunque rappresenterebbero una fetta del 1,66%, stimato per difetto, dell’intera evasione nazionale. Il dato potrebbe apparire irrisorio, ma in realtà non lo è se si pensa trattasi di “enti no-profit” e dunque senza fini di lucro. Se poi a questi dati si aggiunge quella quota di evasione totale potenzialmente posta in essere da alcune Associazioni allora si capisce che il fenomeno non è per nulla da sottovalutare.

Il pressing sul regolare pagamento delle tasse ha l’obiettivo di “scremare” gli enti che si occupano di volontariato da quelli che utilizzano abusivamente i vantaggi fiscali ma in realtà hanno finalità strettamente commerciali. Le verifiche effettuate direttamente con gli ispettori fiscali sul campo, da gennaio a ottobre 2011, sono state circa 800, a seguito delle quali è risultato un mancato pagamento dell’iva per circa 31,5 milioni di euro e una “dimenticanza” sulla dichiarazioni dei redditi (Ires, Irap e ritenute) per circa 233 milioni di euro. 

Questo tipo di evasione porta con sé un problema ancora più grave ovvero quello della concorrenza sleale nei confronti degli altri operatori del mercato, alterando quest’ultimo. »

È dal 2011 quindi che gli organi preposti (nome in codice Progetto Ercole) hanno deciso di passare al setaccio TUTTE le Associazioni italiane per scremare quelle disoneste da quelle oneste sincere.

Fornitura di acqua: sanzioni di oltre 2 milioni di euro a gestori del servizio idrico integrato

Con una sanzione complessiva di oltre due milioni di euro, l’Antitrust ha concluso tre procedimenti, avviati nei confronti di gestori del Servizio idrico integrato, sulla base di numerose segnalazioni pervenute dall’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico (AEEGSI), oltre che da diversi consumatori e Associazioni di consumatori. Nel corso delle indagini, si sono svolte anche ispezioni nelle sedi delle imprese interessate, con la collaborazione del Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza. I procedimenti hanno tenuto conto anche del parere fornito dalla AEEGSI, nell’ambito del protocollo d’intesa con l’Agcm.

In ciascuna istruttoria, a carico di Acea Ato 2, Gori (Gestione ottimale risorse idriche), CITL (Consorzio idrico Terra di Lavoro) e congiuntamente Publiservizi, sono emerse varie condotte contrarie al Codice del Consumo nelle diverse fasi del rapporto di utenza. In particolare, nell’accertamento e nella fatturazione dei consumi sono stata accertate queste pratiche commerciali scorrette:
mancata effettuazione delle letture periodiche dei contatori;
- mancata acquisizione delle autoletture comunicate dagli utenti, con conseguente fatturazione sulla base di stime che a volte si sono rivelate errate o eccessivamente elevate ovvero con l’invio di fatture di conguaglio pluriennali di elevata entità; - mancato rispetto della periodicità di fatturazione, con invio di bollette relative a consumi pluriennali di elevato importo; - procedure che ponevano sui consumatori gran parte dell’onere di pagamento dell’acqua non consumata effettivamente, a causa di perdite occulte nell’impianto idrico.
Una volta emesse fatture di questo genere, alla scadenza del termine per il pagamento i gestori hanno avviato immediatamente le procedure di morosità, minacciando il distacco dell’utenza.

A giudizio dell’Autorità presieduta da Giovanni Pitruzzella, si tratta di condotte connotate non solo da una mancanza di diligenzama anche di carattere aggressivo: idonee cioè a determinare nei consumatori un indebito condizionamento; ovvero a ottenere il pagamento di importi non corrispondenti ai consumi effettuati, oppure dovuti ma con modalità e tempistiche diverse, da parte delle imprese sanzionate che operano in regime di monopolio per la fornitura di un bene vitale ed essenziale come l’acqua e dispongono di un’importante leva commerciale come la minaccia di interrompere il servizio.

Gravi inerzie si sono registrate, inoltre, nella fase di gestione dei reclami e delle richieste di prestazione presentati dai consumatori. In molti casi, sono risultate a loro danno una mancata o tardiva gestione, oltre a una formulazione di risposte evasive, non pertinenti o non risolutive rispetto all’oggetto di reclamo, spesso senza che venissero sospese cautelativamente le procedure di riscossione e distacco delle utenze. Tali condotte hanno ostacolato l’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori, condizionandoli attraverso la minaccia del distacco della fornitura in pendenza del reclamo o dell’istanza e costringendoli così al pagamento in forza dell’essenzialità del Servizio idrico integrato.

Nel caso di Gori, risulta poi l'addebito di importi difformi da quelli che gli utenti erano tenuti a versare in relazione alle partite pregresse. A carico di Consorzio idrico Terra di Lavoro, rilevano la mancata informazione agli utenti circa il superamento del sistema del cosiddetto “minimo impegnato” – che ha comportato una significativa modifica della precedente articolazione tariffaria – e il ricorso allo strumento dell’ingiunzione fiscale per la riscossione di crediti derivanti dall'erogazione del servizio, non ancora verificati nel loro ammontare.

Ministro Giannini su materie maturità 2016

                         sito aggiornato alla data del 28 gennaio 2016

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